opera pia dei poveri vergognosi gira la cartolina

L’ Opera Pia dei Poveri Vergognosi

Come il MES, mezzo secolo prima

Il MES di cui si parla tanto in questi giorni è un fondo che elargisce prestiti a supporto finanziario a Stati che attraversano difficoltà economiche a far quadrare i loro conti interni. Nel 1495, invece, venne fondata a Bologna l’Opera Pia dei Poveri Vergognosi.

E che c’entrano le due cose, vi direte voi?

C’entrano perchè l’Opera Pia dei Poveri Vergognosi aveva pressapoco la stessa funzione del Mes, anche se rivolta ad altri soggetti.

Nata come opera caritatevole, essa aveva uno scopo ben preciso: fornire aiuti economici a tutti quei nobili cittadini che versavano in condizioni di difficoltà finanziarie.

“HEY, MA ALLORA ANCHE NEL 1400 ESISTEVA LA KASTA CHE AIUTAVA E DAVA I SOLDI AD ALTRA KASTA!!!11!!1!!11! GOMBLOTTO!!!!1!!1!!”. No, calma giovane complottista.

No aiuti economici, no party!

Vi è una ragione di fondo. Bisogna infatti risalire a quelli che erano le strutture e i rapporti socioeconomici dell’epoca. I quali non erano tanto diversi, tanto per fare un parallelismo, con l’Unione Europea di oggi.

Le città di epoca tardo medievale-rinascimentale basavano la loro forza su famiglie o gruppi di famiglie nobiliari che, in quanto detentori di grandi capacità economiche, potevano permettersi di compiere investimenti in opere che diventavano, per forza di cose, elementi di forza delle varie città.

Un nobile caduto in disgrazia poteva portare ad un tracollo di uno o più settori produttivi di una città, col rischio di conseguenze negative per l’intera economia cittadina.

Era dunque necessario che quei nobili non rischiassero la bancarotta, a salvaguardia di tutti. Sostenerli significava evitare conseguenze potenzialmente peggiori per la comunità cittaidna

Ma allora perchè il nome Opera Pia dei Poveri Vergognosi? L’istituzione serviva ad evitare a quei nobili la vergogna, appunto, di finire per chiedere l’elemosina.

Palazzo Rossi Poggi Marsili: la sede

E chi è il tizio nel quadro? Lui è Alessandro Rossi Poggi Marsili.

Spesso capitava, infatti, che nobili senza una discendenza lasciassero i loro beni all’Opera Pia, non avendo a chi lasciarli.

I nobili ne guadagnavano due volte: evitavano che i loro beni deperissero, e facevano si che il loro nome potesse perpetuarsi anche senza eredi. In questo caso, la perpetuazione del nome era dovuta ad un atto a beneficio di pubblica utilità

Il nostro Alessandro lasciò il suo palazzo nel 1707, che divenne sede dell’Opera. Fu egli a lasciarlo all’Opera Pia con questa espressa volontà: lui avrebbe dato il palazzo, ma sarebbe dovuto diventarne la sede.

ll palazzo, in via Marsala 7, è oggi sede de La Quadreria, con dentro opere appartenute ad alcuni nobili bolognesi!

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